COME NASCE IL FILM

E se indicare soluzioni e raccontare storie di successo fosse il modo migliore per risolvere le crisi ecologiche, economiche e sociali che attraversano il nostro paese? 

In seguito alla pubblicazione di uno studio che annuncia la possibile scomparsa di una parte dell’umanità da qui al 2100, Cyril Dion e Mélanie Laurent partono con una troupe di quattro persone per svolgere un’inchiesta in dieci paesi del mondo e scoprire che cosa potrebbe provocare questa catastrofe, ma soprattutto come evitarla.  

Durante il loro viaggio, incontrano i pionieri che stanno reinventando l’agricoltura, l’energia, l’economia, la democrazia e l’istruzione e ne documentano i successi, tracciando un quadro di quello che potrebbe essere il mondo di domani….

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LE SOLUZIONI

 

+ Mangiare bio e poca carne

Perché?
L’agricoltura industriale è responsabile di buona parte della distruzione ecologica sul pianeta e della scomparsa di migliaia di specie animali e di milioni di contadini (vedi rapporto FAO), oltre a contribuire all’esaurimento delle risorse idriche e al riscaldamento climatico.
Il bestiame, da solo, è responsabile del 18% delle emissioni di GES (gas ad effetto serra). 65 miliardi di animali vengono allevati ogni anno in condizioni intollerabili per essere poi abbattuti. Per nutrirli, si radono al suolo milioni di ettari di foreste per coltivare soia e mais che esauriscono e inquinano il terreno (a causa dei pesticidi). Molte delle specie animali e degli abitanti che popolano quelle zone vengono cacciati.
Poche multinazionali del settore agroalimentare controllano ormai gran parte delle sementi, mentre i giganti della grande distribuzione controllano buona parte della produzione, della distribuzione e dei prezzi degli alimenti. Così facendo, si compromette la nostra capacità di nutrirci da soli.

Come?
Coltivare secondo i principi della permacultura o dell’agroecologia
Trovare dei produttori nei mercati o nei supermercati bio indipendenti (come quelli della catena Biocoop, per esempio); aderire a una AMAP (Associazione per la salvaguardia di un’agricoltura contadina); costituire o associarsi a un gruppo Incredibile Edible; utilizzare reti per l’acquisto diretto dai produttori, come La Ruche qui dit oui.

+ Energia elettrica rinnovabile

Perché?
Le energie fossili (petrolio, carbone, gas) contribuiscono attivamente alla deregulation climatica.
Oggi, buona parte dei paesi occidentali è totalmente dipendente dal petrolio, cosa che la rende estremamente vulnerabile. Con il progressivo aumento dei costi estrattivi, aumenterà anche il costo del petrolio e questo indebolirà ulteriormente le nostre economie.
La lotta per il controllo e l’appropriazione delle risorse fossili è (e sarà) oggetto di conflitti e crisi geopolitiche che già oggi colpiscono numerose popolazioni.
L’energia nucleare è estremamente costosa e pericolosa, consuma una grande quantità di acqua dolce e produce rifiuti super-inquinanti, di cui non sappiamo come disfarci.

Come?
Installare in casa fonti di energia rinnovabile (pannelli solari, minieolico, geotermia)
Optare per un fornitore di energia elettrica proveniente al 100% da fonti rinnovabili, come Enercoop. L’ideale sarebbe ridurre contemporaneamente il proprio consumo di energia e optare per mezzi di trasporto dolce, come la bicicletta!

+ Acquistare in negozi locali e indipendenti

Perché?
Esistono numerosi studi, ormai, che dimostrano che acquistare prodotti alimentari in aziende locali e indipendenti triplica i posti di lavoro, la circolazione della ricchezza, le risorse fiscali locali da investire per la collettività e le donazioni alle associazioni.
Su un 1 euro speso nel negozio di una multinazionale resterà ben poco nell’economia locale. Il denaro sarà capitalizzato e contribuirà a rafforzare il potere di qualche gigante della distribuzione mondiale a spese dell’economia locale. Così, gli abitanti perdono il controllo della loro economia.
Salvaguardare un’economia locale, controllata dagli abitanti di un territorio, limita le delocalizzazioni, la speculazione e l’evasione fiscale.
Come? Verificare a chi appartengono le aziende in cui si fanno acquisti e qual è la loro politica sociale e ambientale.

+ Cambiare Banca

Perché?
La maggior parte delle banche francesi possiedono filiali nei paradisi fiscali, che incoraggiano i loro clienti a nascondere il loro patrimonio. Le tasse su queste enormi somme permetterebbero di risolvere molti dei nostri problemi.
La maggior parte delle banche praticano attività di speculazione, soprattutto sul cibo e sulla fame.
Infine, le principali banche francesi finanziano in modo massiccio il settore del carbone – l’energia fossile responsabile della quota più alta di emissioni di CO2.

Come?
Alcune banche praticano una finanza più etica e responsabile. Gli Amici della Terra hanno compilato una classifica delle banche in rapporto al loro impatto sul clima e il collettivo Sauvons les riches ha fatto lo stesso assumendo come parametri speculazione e paradisi fiscali. Ai primi posti, in ordine decrescente di etica, troviamo La Nef, Le Crédit Coopératif e la Banque Postale. Gli Amici della Terra hanno anche messo a punto una serie di istruzioni per aiutarvi nella valutazione.
La Nef, Le Crédit Coopératif sono ancora in testa alla classifica.

+ Riciclare, riparare, condividere…

Perché?
Nel mondo, vengono gettati dieci milioni di tonnellate di rifiuti ogni giorno. Le discariche, i fiumi, le foreste e gli oceani sono ingorgati di scarti della società occidentale. In Africa, ci sono intere città che ricevono vecchi computer, televisori e veicoli dismessi da noi, che inquinano le acque e la terra, avvelenano i bambini. Contemporaneamente, un terzo del cibo che produciamo finisce nella spazzatura e la maggior parte delle risorse naturali si sta esaurendo.
Il riciclaggio crea dieci volte più occupazione dell’incenerimento.
Condividere gli oggetti anziché possederli ci permette di ridurre drasticamente il nostro bisogno di materie prime.
L’organizzazione Zero Waste (Rifiuti zero) propone tre video per comprendere meglio il problema dei rifiuti.

Come?
Imparare o ri-imparare a differenziare correttamente, con la guida alla raccolta differenziata.
Compostare in città (con il lombricompostaggio o in compostiere collettive) o nel proprio giardino.
Riparare e riutilizzare in un Fab Lab
Condividere anziché acquistare. È quello che propone, prima fra tutte, l’associazione OuiShare.

 

 

 

il blog di domani

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Il film Domani è diventato un piccolo caso internazionale capace di dimostrare come il cinema possa a tutti gli effetti assolvere una funzione educativa e politica importante. Proprio per questo suo forte valore educativo Lucky Red si rende disponibile in Italia ad organizzare proiezioni mattutine per le scuole a prezzo ridotto.

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